1 Febbraio 2020 21:00 - 22:45

Una fastosa commedia, con costumi e scene che ricreano il ‘700 francese – l’epoca dei lumi – basato sul pensiero dei più grandi filosofi dagli antichi ai giorni nostri per sorridere su uno dei comportamenti più farseschi dell’uomo: l’eterno dialogo tra i sessi e la misteriosa alchimia del matrimonio.

Un susseguirsi di imprevedibili situazioni e serrati colpi di scena, dove una forte vena di umorismo e ironica leggerezza si innestano su colti e illuminanti pensieri filosofici, di cui ciascun spettatore potrà far tesoro per domandarsi dove sta la Verità.

Nella Francia dell’Illuminismo, Monsiuer Batteux ed il Marchese Parraunet sono due appassionati filosofi che si trovano finemente ad argomentare sugli aspetti del matrimonio ed il suo contrario. Ma ogni loro teoria viene regolarmente mandata all’aria dalle figure femminili che si abbattono come cataclismi su quello che vorrebbe essere un tranquillo pomeriggio: la moglie risoluta nel voler redimere il marito libertino, la figlioletta adolescente che avanza con impeto negli inesplorati territori dell’amore, la giovane amica che l’amore invece lo provoca ed una affascinante profittatrice che fa della seduzione un’affilata arma.
Ecco che, in un susseguirsi di imprevedibili situazioni e serrati colpi di scena, l’essere del filosofo viene fagocitato, raggirato e continuamente distolto dalle seduzioni e dall’ordine di famiglia, solleticando intelligenza e sensualità in un fitto sragionare in punta di logica, in altalenanti pensieri sulla famiglia, la fedeltà, la gelosia, il desiderio e la virtù, nonché sulla necessità di conciliare le ragioni della felicità individuale con la morale corrente ed i paradossi della società.

Una classico vaudeville in costume basato sul tipico schema moglie-marito-amante-terzo incomodo, dove una forte vena di umorismo e ironica leggerezza si innestano su colti e illuminanti pensieri filosofici, di cui ciascun spettatore potrà far tesoro per domandarsi dove sta la Verità.
Il testo nasce da una libera ispirazione indotta dalla lettura de “Le libertìn” di Schmìtt – da cui se ne prendono forti distanze sia per il messaggio che si intende offrire sia per l’evoluzione della trama e dei personaggi – e da una vasta ricerca sulla produzione filosofica ed intellettuale, dagli antichi ai nostri giorni, sul tema del matrimonio e della coppia, confluendo in una sorta di sintesi omnia in forma di commedia di quanto sia mai stato detto e negato sull’argomento.

I dialoghi sono ricavati da battute, profonde e divertenti, di importanti pensatori e calate in una trama tipica da vaudeville, tra intrighi e tradimenti di mogli, mariti, amanti e incomodi. Ai personaggi il compito quindi di portare in scena vari punti di vista e pensieri che si contraddicono e completano, lasciando allo spettatore la libertà di trarre le proprie conclusioni. Una commedia quindi originale e brillante ma ricchissima di spunti e di riflessioni, trasmessi con simpatia e umorismo.

Scene, costumi e parrucche sono stati pensati per ricreare uno squisito gioco teatrale che restituisce nella forma della trasparenza l’intento di mettere a nudo il pensiero dei personaggi.

BON MARIAGE

  • Platea Intero 10 €
  • Platea Ridotto (U14) 8 €
  • Galleria 8 €
  • 1 Febbraio 2020 21:00 - 22:45

    Una fastosa commedia, con costumi e scene che ricreano il ‘700 francese – l’epoca dei lumi – basato sul pensiero dei più grandi filosofi dagli antichi ai giorni nostri per sorridere su uno dei comportamenti più farseschi dell’uomo: l’eterno dialogo tra i sessi e la misteriosa alchimia del matrimonio.

    Un susseguirsi di imprevedibili situazioni e serrati colpi di scena, dove una forte vena di umorismo e ironica leggerezza si innestano su colti e illuminanti pensieri filosofici, di cui ciascun spettatore potrà far tesoro per domandarsi dove sta la Verità.

    Nella Francia dell’Illuminismo, Monsiuer Batteux ed il Marchese Parraunet sono due appassionati filosofi che si trovano finemente ad argomentare sugli aspetti del matrimonio ed il suo contrario. Ma ogni loro teoria viene regolarmente mandata all’aria dalle figure femminili che si abbattono come cataclismi su quello che vorrebbe essere un tranquillo pomeriggio: la moglie risoluta nel voler redimere il marito libertino, la figlioletta adolescente che avanza con impeto negli inesplorati territori dell’amore, la giovane amica che l’amore invece lo provoca ed una affascinante profittatrice che fa della seduzione un’affilata arma.
    Ecco che, in un susseguirsi di imprevedibili situazioni e serrati colpi di scena, l’essere del filosofo viene fagocitato, raggirato e continuamente distolto dalle seduzioni e dall’ordine di famiglia, solleticando intelligenza e sensualità in un fitto sragionare in punta di logica, in altalenanti pensieri sulla famiglia, la fedeltà, la gelosia, il desiderio e la virtù, nonché sulla necessità di conciliare le ragioni della felicità individuale con la morale corrente ed i paradossi della società.

    Una classico vaudeville in costume basato sul tipico schema moglie-marito-amante-terzo incomodo, dove una forte vena di umorismo e ironica leggerezza si innestano su colti e illuminanti pensieri filosofici, di cui ciascun spettatore potrà far tesoro per domandarsi dove sta la Verità.
    Il testo nasce da una libera ispirazione indotta dalla lettura de “Le libertìn” di Schmìtt – da cui se ne prendono forti distanze sia per il messaggio che si intende offrire sia per l’evoluzione della trama e dei personaggi – e da una vasta ricerca sulla produzione filosofica ed intellettuale, dagli antichi ai nostri giorni, sul tema del matrimonio e della coppia, confluendo in una sorta di sintesi omnia in forma di commedia di quanto sia mai stato detto e negato sull’argomento.

    I dialoghi sono ricavati da battute, profonde e divertenti, di importanti pensatori e calate in una trama tipica da vaudeville, tra intrighi e tradimenti di mogli, mariti, amanti e incomodi. Ai personaggi il compito quindi di portare in scena vari punti di vista e pensieri che si contraddicono e completano, lasciando allo spettatore la libertà di trarre le proprie conclusioni. Una commedia quindi originale e brillante ma ricchissima di spunti e di riflessioni, trasmessi con simpatia e umorismo.

    Scene, costumi e parrucche sono stati pensati per ricreare uno squisito gioco teatrale che restituisce nella forma della trasparenza l’intento di mettere a nudo il pensiero dei personaggi.